Barthélémy de la Ramée

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Barthélémy de la Ramée (in latino Bartholomaeus Ramus ; Tours 6 Giugno 1515 - Parigi 24 agosto 1572.) è un politico francese, la cui identità è stat recentemente portata alla luce dal rinascimentalista Vincent Vandome nei suoi studi più recenti.

Barthélémy de la Ramée

Biografia[modifica]

Barthélémy, venne avviato sin dalla giovinezza alla carriera ecclesiastica e studiò teologia presso il Collège de Navarre di Parigi: ancora quattordicenne venne eletto arcivescovo di Reims, cosa che non fu mai destinata a perdurare nel tempo a causa delle forti tensioni nascenti che preferirono il più noto Carlo di Lorena , ad oggi conosciuto come il cardinale destinato a incoronare il futuro sovrano di Francia, Enrico II . Forte della sua personalità e consapevole della propria formazione, il giovane Barthélémy, fu destinato a una vita di incomprensioni che non facevano certo il paio con la sua spiccata arguzia che riponeva nei riguardi delle dottrine politiche, le quali, subite le ingiustizie riguardanti l'oramai sfumata chaise de cardinal, divennero il suo punto di forza. Introdotto successivamente a corte, come il consigliere fantasma di Caterina de' Medici , sotto falso nome potè partecipare attivamente alle scelte della futura reggente di Francia, le cui gesta ebbero una eco intramontabile all'interno del panorama storico del tempo. Figura emblematica e complessa, di cui si sospettava una identità incrociata con il celebre nome del cancelliere Michel de l'Hopital, giunse a Parigi dopo alcuni forti attriti avuti con Caterina, e la sua identità nascosta iniziò a emergere fino a diffondersi e confondersi con quella di un noto filosofo dichiaratamente calvinista e dalla spiccata personalità polemica. A confonderlo con il suo omonimo, Pierre de la Ramée, presente sulle scene parigine del tempo per la controversia con gli accademici aristotelici, furono proprio gli uomini di Caterina, la quale, in seguito ad alcuni dissapori con quello che era stato il suo protetto, da abile stratega ed erudita donna di politica, capì di doversene sbarazzare. Si attesta che il tutto sia avvenuto durante uno dei più grandi massacri di Francia del secolo XVI , ovvero la Notte di San Bartolomeo . [1]

Pensiero[modifica]

Oramai iniziato alle dinamiche di corte dalla reggente di Francia, divenuta sua protettrice, Barthélémy de la Ramée, si ispirava a due correnti: l'erasmismo, orientato verso una politica di pace, e il neo-platonismo, che predicava la missione divina del sovrano perché l'armonia imperi nel proprio regno, classificandosi così nel campo dei "post-evangelici", che raggruppa allo stesso modo abati, vescovi, pastori ed esponenti del parlamento. Tra la florida attività letteraria, che abbraccia gli interessi più disparati, di studioso più che di scrittore, dalle dottrine politiche e religiose alla filosofia e la Dialettica, si fa spazio un documento di recente ritrovamento, che contiene dichiarazioni autografe e inedite dello stesso autore tourreno che ci permetterebbero di smascherare alcuni importanti falsi storici, che fungono da dettagli succulenti, posti a completamento di un pensiero etico politico singolare. Si sta facendo riferimento al Quod sit unica doctrinae instituendae rationes, unico opuscolo pubblicato postumo da uno dei suoi adepti.

Note[modifica]

  1. V. VANDOME, Bartholomaeus Ramus, Sa vie, ses écrits, sa mort (1515 – 1572), Geneve 2016