Confusianesimo

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Il Confusianesimo è un movimento religioso nato negli ultimi anni che deriva dall’unione (spesso confusa, da cui il nome) di diverse religioni. Si caratterizza pertanto come una religione monoteistico-animista a carattere universalistico, incentrata su culti, pratiche e tecniche di carattere marcatamente individuale, costituita da un forte carattere politico e sociale, mai disgiunto dall’ascetismo.

Il simbolo ufficiale del Confusianesimo

Storia[modifica]

Il Confusianesimo nasce nei primi anni 2000 dalle riflessioni di Horatio Vana, agente assicurativo di professione ed antropologo per diletto. Potendo constatare la dilagante tendenza occidentale a seguire riti e pratiche proprie delle religioni orientali, mescolandoli a stili di vita occidentali e all’adesione a religioni di carattere monoteistico, fu mosso da un iniziale impeto critico nei confronti di quella che considerava

una moda vana, insulsa, che, se analizzata antropologicamente, può nascere solo in una società in cui il bisogno di riempire il proprio vuoto esistenziale è più forte di qualsiasi elaborazione di senso.[1]

Tuttavia, a seguito di numerosi viaggi che ebbe da compiere tra il 2004 e il 2006 per motivi di lavoro, tanto in Europa quanto passando per l’India, la Cina, il Giappone, il Tibet ed il Marocco, entrato in contatto con le diverse culture e religioni che caratterizzavano quei luoghi, si rese conto che, in fin dei conti – e ovviamente sempre antropologicamente – tutte le religioni sono, usando una delle espressioni preferite di Horatio, «effettivamente plausibili».
Decise dunque di fondare una propria religione che riunisse in sé i caratteri principali delle più disparate religioni, andando da quelle a carattere monoteistico (come il Cristianesimo e l’Ebraismo), a carattere fortemente politico (l’Islamismo) e sociale (l’Induismo), sino a quelle animiste (Shintoismo e affini) nonché quelle a carattere meditativo-spirituale (come il Buddhismo). Horatio Vana decise anche che la sua nuova religione avrebbe avuto un inedito carattere di apertura: poiché, antropologicamente, ogni uomo è portato a rappresentarsi una propria immagine del divino e a mettere in pratica strategie a tal riguardo, gli sembrò effettivamente plausibile accordare ai fedeli la possibilità di aggiungere di volta in volta al Confusianesimo nuove caratteristiche, nuovi riti, nuove riflessioni inerenti altre religioni (secondo un criterio che, dagli oppositori, è stato spregiativamente definito del “chi più ne ha più ne metta”) talché il Confusianesimo può essere definita come una religione Inconcludente.
Il Confusianesimo è stato riconosciuto come religione a tutti gli effetti venerdì 29 febbraio 2008 (il che rende difficile capire quando festeggiare la ricorrenza, generando non poca confusione).


Dottrina[modifica]

La dottrina del Confusianesimo, proprio per il suo carattere aperto ed Inconcludente, non è passibile di organica sistematizzazione. È tuttavia possibile ricostruire i caratteri fondamentali che ne sono alla base sulla scorta dello Splendor Vacui, il più importante libro scritto da Horatio Vana in cui sono raccolte le sue riflessioni su divinità, pratiche di vita e problematiche di carattere dottrinale, tanto che potrebbe essere considerato come il testo sacro del Confusianesimo.
Gli assunti fondamentali si possono riassumere come segue: il Confusianesimo crede in un dio chiamato Pa(ri)ter per sottolineare il carattere di assoluta parità tra le differenti caratteristiche che i diversi credenti vi vogliano attribuire; incontestabile è tuttavia la sua onnipotenza, onniscienza ed assoluta trascendenza. Nello Splendor Vacui non viene volutamente specificato se si sia mai incarnato nella storia o meno, di modo da lasciare ai fedeli la libertà di scegliere la versione che più ritengono effettivamente plausibile. Data la sua onnipotenza, il Pa(ri)ter è considerato creatore, tramite un atto volontario, di tutto ciò che è; tuttavia, a seguito della sua creazione ogni essere mantiene in sé una particella della sua divinità, di modo che ogni ente può essere venerato come una divinità a se stante, completamente indipendente dal Pa(ri)ter stesso. È in tal senso che quest’ultimo, benché creatore, non ha alcun dominio sul creato, sebbene sia comunque libero di intervenirvi all’occorrenza, allorquando sia richiesto il suo intervento.
L’onniscienza del Pa(ri)ter, che tutto sa e tutto vede, è coadiuvata ed affiancata dal Karma, forza (anch’essa indipendente dal Pa(ri)ter) agente sulla base di un principio di causa-effetto che comporta una specifica reazione per ogni azione svolta; è in tal modo preservata la libertà dell’individuo: per quanto il Pa(ri)ter possa essere a conoscenza di ogni azione compiuta dal singolo, è comunque l’individuo stesso a decidere di volta in volta il senso del suo agire (dato che, come si è affermato, il Pa(ri)ter non ha alcun dominio sul creato), ed il premio o la punizione conseguenti determinate dal Karma dipendono unicamente da questo atto di libera scelta, come una naturale conseguenza delle proprie azioni. In tal modo il Pa(ri)ter viene ad essere considerato una divinità informata dei fatti ma che tuttavia non ha alcun potere su essi,

esattamente come un padre che sa che il figlio, non avendo studiato il giorno prima per giocare con gli amici, prenderà un brutto voto, ma sa anche che non può fare nulla per sostituirsi ad ogni azione ed ogni decisione che il figlio prenderà di volta in volta, poiché non ha su di lui il dominio assoluto. Sarà poi la madre, una volta che il figlio, tornato a casa, darà il responso sull’esito negativo della prova svolta, a dargli la punizione corrispondente alla sua azione. L’esempio appena fatto rispecchia proprio il quadro qui esaminato: il padre è il Pa(ri)ter, il figlio l’uomo agente, la madre il Karma.[2]


Vita dopo la morte?[modifica]

Infine, per quanto riguarda la possibilità o meno di una vita dopo la morte, il Confusianesimo non dà una risposta conclusiva: l’unica cosa certa è che le anime, terminata la vita terrena e staccatesi dal corpo, finiranno in un luogo non meglio specificato chiamato semplicemente Vacuum, uno spazio vuoto in cui non è certo se esse condurranno una vera e propria nuova esistenza ma nel quale tuttavia saranno comunque esistenti. Le anime, una volta giunte nel Vacuum, potranno scegliere se reincarnarsi in un essere vivente, diventando così a loro volta delle divinità, o se restare ferme nel Vacuum in eterno, scelta effettuata in base al “principio di coerenza con l’esistenza precedente”.
Se l’esistenza nel Vacuum sia da considerarsi una nuova vita dopo la morte o meno, come essa eventualmente venga condotta e domande annesse, è lasciato alla discrezione di ciò che i fedeli, al solito, ritengono effettivamente plausibile.


Pratiche e culti[modifica]

Il Confusianesimo, proprio per il suo carattere animista, prevede, almeno in teoria, una dieta rigidamente vegana, con l’osservanza di un periodo di digiuno da effettuarsi dal tramonto all’alba durante il mese di dicembre, in cui ricorre la festività del Nadamar. Il consumo di tutti gli alimenti normalmente proibiti dalla dieta vegana è tuttavia ammesso qualora ci siano impedimenti di qualsiasi natura all’osservanza di quest’ultima o, più semplicemente, quando non la si ritenga plausibile.
Sempre sul terreno delle pratiche, si è detto che si tratta di una religione a carattere sociale e politico; i fedeli sono dunque tenuti ad impegnarsi politicamente e socialmente per il bene collettivo, compiendo soprattutto azioni volte a rischiarare le coscienze collettive per arrivare ad un’accettazione e tolleranza universale (caratteri propri di una religione, come il Confusianesimo, che riunisce nel suo seno in modo pacifico tutte le religioni). Tale impegno deve sempre accompagnarsi tuttavia anche a pratiche di radicale ascetismo individuale, seguendo il principio – ugualmente plausibile – per il quale è solo dal totale distacco e disinteresse verso il mondo circostante (nel senso in cui non vi si voglia perseguire il proprio utile né quello specifico di qualcun altro) che possono scaturire azioni volte genuinamente al benessere collettivo e non al proprio.
Per quanto riguarda i culti, non c’è una vera e propria regola: ogni fedele è libero di esercitare la propria fede secondo il modo, i tempi e i luoghi che più ritiene opportuni, ferma restando la sua totale fedeltà alla dottrina ed il rispetto di essa.
Tra le molteplici festività che il Confusianesimo prevede – ed alla quale possono sempre aggiungersi potenzialmente delle nuove – la più importante è sicuramente l’InanisDay, ricorrenza della fondazione della religione.


Note[modifica]

  1. H. VANA, Storia del Confusianesimo, ovvero: se Maometto non va alla montagna, magari ci va Buddha, trad. it. di B. Araonda, VacuusSum Editori, Amsterdam 2009, p. 25.
  2. ID., Splendor Vacui, trad. it. S. Compiglio – A. Soluto, MaraSma Editori, Amsterdam 2006, pp. 103-104.