Horatio Vana

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Horatio Vana (Amsterdam, 13 luglio 1975) è un agente assicurativo appassionato di antropologia, fondatore del Confusianesimo.

Horatio Vana a 30 anni


Biografia[modifica]

Horatio Vana nasce ad Amsterdam il 13 luglio del 1975 da padre incerto e madre con famiglia di origini inglesi, russe, greche, finlandesi e giapponesi. La varietà di culture da parte materna e l’incertezza circa l’identità paterna hanno sempre condizionato in modo decisivo la sua vita e il suo pensiero: come racconta lui stesso nel suo secondo libro, Storia del Confusianesimo, ovvero: se Maometto non va alla montagna, magari ci va Buddha:

Fin da bambino ho avvertito in me il peso di un’incertezza costante: se gli altri bambini bisticciavano sul gioco da farsi durante le nostre adunate e si faceva ricadere su di me l’ultima parola, non ero mai in grado di scegliere, poiché tutte le proposte mi sembravano ugualmente plausibili. Anche crescendo, ascoltando le diverse opinioni sui temi più disparati, che ciò avvenisse durante i consueti pranzi di famiglia o tra amici o con perfetti estranei, non ero mai in grado di appoggiarne una, poiché, quanto più trovavo argomenti per difendere un’opinione, tanto più questi si offuscavano nella mia mente, aprendo inedite prospettive per accoglierne un’altra, benché diametralmente opposta rispetto alla prima.
In tutti questi casi la sensazione era la stessa: la confusione, mia speciale spada di Damocle, avrebbe sempre accompagnato la mia esistenza, sempre pronta ad oscillare sulla mia testa non appena essa tentava di partorire un’idea
.[1]

Per tale motivo decise di non intraprendere gli studi universitari, combattuto sull’indirizzo da scegliere, e di intraprendere la via della carriera assicurativa. Fu durante i primi anni di lavoro che avvenne l’incontro con il mondo dell’antropologia, nella quale trovò la chiave che gli serviva per analizzare e comprendere il perché del diverso modo di darsi delle differenti culture ed associazioni umane, nonché il modo in cui queste sono in grado di influenzare il pensiero umano, gli stili di vita, le differenti opinioni. Passione che si accrebbe ulteriormente a seguito di numerosi viaggi che dovette affrontare in giro per il mondo per motivi di lavoro, che gli permisero di guardare con occhi nuovi alle differenti culture che via via andava incontrando e che, da un punto di vista antropologico, gli sembrarono tutte ugualmente valide:


Capii allora che la mia confusione culturale, ereditata da parte di madre, non era che una ricchezza: che motivo c’era di scegliere una sola cultura, una sola idea, una sola religione, e di difenderle strenuamente, come se la propria identità dipendesse solo ed unicamente da esse? Quella dell’uomo è una storia che non segue un’unica, retta via, ma cammini tortuosi che si diramano nelle direzioni che ciascun gruppo di volta in volta sceglie. È nell’accettazione della differenza che si cela l’unità, nell’indistinzione la necessità di ordine, nella confusione la libertà. Mi dissi allora che tutte le vie umane, poiché esistono, sono percorribili ed effettivamente plausibili, e decisi che ciò era vero soprattutto per quanto riguarda le differenti rappresentazioni del divino, che alla fine si riconducono ad un unico, ancestrale, terrore: la solitudine. Capii dunque finalmente che, effettivamente, non avevo motivo di scegliere.[2]

Conseguenza di tali riflessioni fu la fondazione da parte di Horatio Vana di una nuova religione, il Confusianesimo.

Non si hanno allo stato attuale notizie su Horatio Vana e sulla sua vita recente: taluni credono che abbia intrapreso altri viaggi in giro per il mondo per diffondere la sua nuova religione, altri invece se lo figurano in un luogo non meglio precisato a condurre una vita ascetica. Che fine abbia fatto dopo tale evento resta comunque del tutto incerto (il che è pienamente coerente, se vi si riflette, con la sua intera esistenza).


Opere[modifica]

H. VANA, Splendor Vacui, trad. it. S. Compiglio – A. Soluto, MaraSma Editori, Amsterdam 2006.
ID., Storia del Confusianesimo, ovvero: se Maometto non va alla montagna, magari ci va Buddha, trad. it. di B. Araonda, VacuusSum Editori, Amsterdam 2009.


Note[modifica]

  1. H. VANA, Storia del Confusianesimo, ovvero: se Maometto non va alla montagna, magari ci va Buddha, trad. it. di B. Araonda, VacuusSum Editori, Amsterdam 2009, pp. 32-33.
  2. Ibid., pp. 167-168.